Nell’esercizio terapeutico dunque il professionista terrà conto delle problematiche articolari, e muscolari del paziente al fine di impostare un programma di esercizi terapeutici idonei.

L’esercizio in ambito fisioterapico è usato in tutti gli ambiti. Da un punto di vista psicologico, contribuisce a rendere il paziente consapevole del suo ruolo nel percorso terapeutico. L’idea che la persona sia cosciente di essere parte attiva nel ciclo di guarigione permette di portare a termine gli obbiettivi prefissati, velocizzare i tempi di recupero e rendere meno stressanti le terapie e gli esercizi.

L’esercizio risulta particolarmente importante in tutte quelle condizioni definite di instabilità. Dove si ha una debolezza dei muscoli stabilizzatori, per la quale il solo intervento manuale passivo del fisioterapista non basta. È fondamentale che l’esercizio miri al miglioramento del controllo motorio e non solo dell’ipertrofia muscolare fine a sé stessa.

Ogni esercizio terapeutico è costituito di cinque fattori che possono avere maggiore o minore rilevanza a seconda dell’obbiettivo dell’esercizio:

  • Forza
  • Velocità
  • Resistenza
  • Coordinazione
  • Mobilità

Queste cinque skills consentono di migliorare le capacità motorie della persona. Sarà compito del fisioterapista specializzato saper valutare quale delle cinque necessità maggiore focus. Così da impostare il piano di esercizi terapeutici più adatto alle esigenze del paziente.

 M.E.T è l’acronimo inglese di Medical Exercise Therapy, ed è il concetto di esercizio terapeutico per i pazienti che nasce nelle scuole di Terapia Manuale intorno agli anni ’60.

Quest’idea nasce con l’obbiettivo di istruire i pazienti per percorsi di auto esercizio regolari. Affinchè : possano recuperare / migliorare le proprie capacita fisiche, di equilibrio e propriocezione senza correre il rischio di farsi male, e possano automatizzare delle regole e degli schemi di movimento che prevengano eventuali affezioni al sistema muscolo scheletrico. Tali obbiettivi si raggiungono tramite la mobilizzazione articolare, il rilassamento e l’allungamento di muscoli contratti e il miglioramento in modo equilibrato della forza, della resistenza e della coordinazione. La differenza sostanziale fra l’esercizio di uno sportivo agonista e l’esercizio terapeutico per un paziente è che nel primo caso si parte da un fisico in ottime condizioni che ricerca una perfezione della performance, nel secondo caso invece si parte da un fisico con delle problematiche e che deve recuperare o mantenere una buona qualità di vita.